venerdì 18 aprile 2014

Skenderbeu e Partizani, primi passi sul mercato


A cinque giornate dal termine del campionato, le prime mosse di calciomercato iniziano già a prendere vita. In primis in casa Skenderbeu, dove si sta attendendo il permesso della FIFA per tesserare il giovane nigeriano Ovbokha Agboyi, classe '94 e titolare della sua nazionale nel mondiale under 20 dello scorso anno. Il centrocampista si sta allenando da qualche settimana con la squadra, ed é in attesa soltanto del via libera della FIFA per diventare ufficialmente un nuovo giocatore dello Skenderbeu.



La fine del campionato però rappresenta anche il periodo di "scadenza di contratti in vista". Per questo, i campioni d'Albania hanno già rinnovato e messo al sicuro i contratti di Orges Shehi, Amarildo Dimo, Bledi Shkembi e Renato Arapi. Più complesso invece il rinnovo dei due top player della squadra, Pero Pejic e Nuredeen Orelesi. Entrambi infatti hanno tantissime offerte da altre squadre - soprattutto dalla serie B tedesca - e i loro agenti stanno lavorando in questa direzione. Sarà molto difficile trattenerli, ma non impossibile.

Quelli che sembrano davvero destinati a salutare lo Skenderbeu sono Zejko Tomic e Ivan Gvozdenovic. I due vengono da una stagione non esaltante, e molto probabilmente l'anno prossimo non vestiranno più la maglia bianco-rossa, salutando così la città di Korçe dopo tre anni di grandi successi.


Anche in casa Partizani Tirana qualcosa si sta muovendo. Anzi si è già mosso. Mentor Mazrekaj infatti ha lasciato la squadra capitolina, non senza polemiche.
"Non sono più un giocatore del Partizani Tirana. Sono molto arrabbiato con la società, perché non ha mai realmente creduto che fossi infortunato. Inoltre, non c'era buon rapporto con l'allenatore Sampaio. Lui parlava sempre male di me, e per questo penso di non tornare al Partizani". Queste le parole di ieri di Mazrekaj, mentre il suo addio - di inizio settimana - é stato ufficializzato tramite il suo personale profilo Facebook:
" Tutto é cominciato dopo la partita contro il Teuta, in cui non ho potuto giocare a causa di un infortunio che mi portavo dietro da parecchie settimane. Io decisi la settimana prima, nella partita contro il Besa Kavaje, di sacrificarmi per la squadra e di giocare da infortunato ma proprio per questo non ero in grado di scendere in campo anche contro il Teuta. Il Partizani come ben sappiamo ha perso quella partita, e molti dirigenti allora hanno iniziato a convincere il presidente del fatto che io non avessi avuto voglia di scendere in campo. Questa é stata la causa del divorzio, mentre la ciliegina sulla torta é stata la richiesta che mi è stata fatta dalla società, di andare a giocare con il Partizani B. Visto il mio contributo di questa stagione, non penso mi sia meritato di andare a giocare con la squadra B del Partizani. Comunque sia, ringrazio il presidente, tutti i giocatori e i tifosi del Partizani. Spero che la squadra riesca a centrare l'Europa. Qualsiasi altre parole all'infuori di queste sul mio caso, non sono altro che pura speculazione. Con sincerità, Mentor Mazrekaj.





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