domenica 26 novembre 2017

A tutto Panucci: "I giocatori mi seguono, vogliamo gli Europei"

Il CT della Nazionale Christian Panucci ha rilasciato una lunga intervista per syri.net. Tanti i temi toccati dall'allenatore italiano, partendo dalla debacle della nazionale italiana.

La prima volta che l'Italia è finita nel girone di qualificazione con l'Albania, non è andata al Mondiale. Abbiamo portato sfortuna, forse?

Penso che l'Italia abbia fatto tutto da sé. Era normale che partisse in svantaggio, poiché la Spagna era ed è più forte. Comunque, ritengo che la Nazionale meritasse di più: è un evento storico la mancata partecipazione al Mondiale. Mi dispiace molto da italiano, come mi dispiace aver perso contro di loro a Scutari. 

Quali emozioni hai provato quando l'Albania ha giocato contro l'Italia?

Emozioni particolari, ma sono abbastanza 'freddo' come persona e per questo ho chiesto ai ragazzi di giocare al massimo. L'abbiamo fatto ma non è bastato.

Freddo come allenatore, perché come giocatore ti ricordano come una 'testa calda'...

Sì, da calciatore ero così. Sentivo molto le partite, ma allo stesso tempo ero serio e corretto. Volevo sempre vincere e mai perdere, e quando accadeva mi arrabbiavo tanto. 

Ha attirato l'attenzione una tua dichiarazione, nell'ultima conferenza stampa, riguardo il sistema in Italia: oggi, è dietro a Spagna, Germania e Inghilterra. C'è stato un calo graduale in questi ultimi anni, come te lo spieghi? 

In Italia, in questo momento, c'è solo la Juventus, che ha disputato due finali di Champions negli ultimi tre anni. Le altre, invece, hanno difficoltà anche nel superare il girone. Una volta i giocatori migliori venivano in Italia a giocare, era il punto di riferimento per loro. Oggi c'è una crisi europea che ha coinvolto anche da noi. In Italia, se paghi tanto un calciatore devi fare i calcoli anche con le tasse, poiché dovrai versare la stessa cifra allo stato. In Spagna e in Inghilterra, invece, le cose funzionano diversamente. Poi c'è anche un problema con i settori giovanili: non c'è voglia e coraggio di schierare giovani calciatori perché un allenatore viene mandato a casa dopo solo tre giornate. L'unico simbolo positivo in questo senso è l'Atalanta, che ha incassato 120 milioni circa dalle cessioni di quest'estate. Merito di un grande lavoro fatto con il settore giovanile. Tutti questi problemi sarebbero rimasti anche con la qualificazione al Mondiale.

Non pensi minimamente al 'catenaccio all'italiana'. Com'è possibile?

Ho lavorato molto in terra straniera e voglio dare a questa squadra un'identità. Non voglio venire qui e dire 'giochiamo all'attacco' senza un motivo, lo dico perché abbiamo qualità per farlo: Grezda, Roshi, Memushaj, Sadiku, Cikalleshi, Balaj, Qaka, per fare alcuni nomi. Quando sei in Nazionale hai poco tempo per lavorare bene, per questo la qualità fa la differenza. Puoi anche organizzare una sfilata di moda, ma se non hai belle ragazze, la sfilata non uscirà granché. 

Manca alla Nazionale una figura come Lorik Cana? Oppure per te è più importante il gruppo rispetto alle individualità? 

Penso che disponiamo di un grande gruppo. Provo sempre a mettere in loro qualcosa in più, poiché dalla cultura e dalla professionalità che metti nel lavoro conseguono i risultati sul campo. Sto provando ad 'accendere il fuoco' della squadra. I ragazzi mi seguono, se continuiamo così potremmo toglierci grandi soddisfazioni. 

Potrebbe essere l'Atletico di Simeone un esempio, nel senso di trasmettere alla squadra e ai giocatori il proprio carattere.

Se giochiamo con serietà, regaleremo grandi gioie al popolo albanese. Contro la Turchia ho visto personalità e carattere.

Che valore aveva la partita di Antalia? 

Per noi non ci sono amichevoli, su questo siamo tutti d'accordo. Mi è piaciuto molto, nonostante giocassimo in 10 uomini, il fatto di aver visto in campo la stessa intensità. E' stato un bel messaggio che i giocatori mi hanno mandato.

Questo gruppo rappresenterà l'Albania alle qualificazioni, o ci sarà qualche new entry?

Siamo aperti a tutte le potenziali new entry. Durante questo periodo viaggerò molto, poiché ci sono molti giocatori in Europa e proverò a ridurre la lista a 25 giocatori, massimo 30, che meritano la maglia della Nazionale. Mi ha fatto molto piacere leggere che Qaka, sconosciuto a tutti, ora è seguito da Steaua, Cluj e Sporting Braga.

Sei pronto a portare l'Albania agli Europei?

Il tempo ce lo rivelerà. Penso che possiamo fare un grande lavoro. Noi andrei mai contro le richieste dei miei giocatori. Questi ragazzi valgono molto e vorrei che ogni volta che venissero in Nazionale dessero un centimetro, o anche un millimetro, in più rispetto alle loro possibilità. 

Se dovesse arrivarti un'offerta importante durante le qualificazioni per gli Europei del 2020?

Rifiuterei sicuramente. Dal primo giorno di lavoro, ho pensato soltanto a ripagare la fiducia del presidente Duka, poiché mi ha dato le chiavi delle Nazionale. Non c'è un solo giorno in cui non pensi ai prossimi Europei. Non penso a nessun altra possibile esperienza. 

Hai avuto l'approvazione di De Biasi prima di diventare CT dell'Albania?

Lui ha parlato molto bene di me e per questo lo ringrazio. Mi ha raccontato l'Albania, anche se comunque io già la conoscevo e l'avevo seguita. Non ci ho pensato due volte ad accettare l'incarico di CT.

Hai qualche critica per il sistema albanese? 

Abbiamo una Federazione che funziona molto bene, che ha un presidente come Armando Duka che tutti gli allenatori vorrebbero avere. Il calcio albanese è in grande crescita. La Federazione sta lavorando come la Germania nel 2006, che sta raccogliendo adesso con i risultato tutto il lavoro fatto con i settori giovanili.

Nel campionato italiano ci sono molti giocatori albanesi. Ci sono altri nomi che vedresti bene in Serie A?

Il problema è quello degli 'spot' da extracomunitari. Ci sono molti giocatori, che fino a qualche anno fa giocavano in Serie B o in Serie C, e adesso indossano la maglia della Nazionale. Spesso devi avere coraggio e azzardare per far giocare un giocatore preso in Serie B in Serie A. Questo non succede poiché gli allenatori hanno paura.

Ha responsabilità Ventura nella disfatta italiana?

Lui ha fatto il possibile per ribaltare il risultato. Ha fatto alcune scelte di formazione e non è andata bene. Da collega, non posso dire se è andata bene o male.

Albania e Italia, insieme all'Europeo o al Mondiale?

Mi interessa soltanto l'Albania. Se trionferemo, sarò felice. Se sarà insieme all'Italia, ancora meglio. Sono un professionista, l'Albania ha la mia priorità. 






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