martedì 16 gennaio 2018

Nazionali giovanili: l'Under 19 in un'intervista con Erjon Bogdani e Pietro Matafora


In un'intervista per IL CALCIO ALBANESE, Erjon Bogdani e Pietro Matafora, rispettivamente allenatore e vice della Nazionale U19, hanno raccontato la situazione attuale e cosa dobbiamo aspettarci dalla nostra U19 e dal nostro calcio giovanile in generale nei prossimi anni.

E' stato un girone di qualificazione molto deludente (zero punti). Dato che il girone non era impossibile, come spiega questa debacle? 

Nel girone di qualificazione ci siamo confrontati con squadre importanti come ucraina norvegia e montenegro. Noi non possiamo fermarci alla valutazione del risultato delle gare, nelle prime due e fino a metà della terza gara siamo stati pari nel gioco mettendo in mostra tanti ragazzi che hanno trovato la vetrina giusta per esprimersi al meglio. Non siamo delusi ora come non ci siamo esaltati quando all'inizio della stagione abbiamo portato due trofei con questa nazionale giocando 2 finali una con la Romania vinta, l'altra persa ai rigori con l'italia lega serie B. Il nostro obiettivo rimane la crescita e la maturazione di questo gruppo di ragazzi che è patrimonio del calcio albanese.

Si è parlato un gran bene - sia prima che dopo delle qualificazioni - di alcuni giocatori dell'U19. Quali sono quelli che l'hanno colpita maggiormente? 

Armand Rada, Marash Kumbulla e Klajdi Burba sono stati protagonisti ma questa è un'età molto delicata e non bisogna affrettare i tempi, tanti giocatori trovano la maturità anche più tardi, altri si esprimono al meglio a questa età poi trovano contesti che rallentano la loro crescita. Bisogna rispettare i tempi dei ragazzi e offrire loro lo spazio per potersi esprimere al meglio

Voi che conoscete bene il calcio italiano, quali sono le grandi differenze tra le due culture calcistiche?

Personalmente sono affascinato dalla passione che vivo in questa nazionale. Lo spirito condiviso in questo gruppo, la coesione, l'attaccamento alla patria, il senso di appartenenza è una cosa che cattura e ti coinvolge. Loro sono fieri e orgogliosi di vestire questa maglia e quando parlo di loro non mi riferisco solo ai calciatori, ma anche a tutto il movimento, staff magazzinieri dirigenti, ogni singolo membro del gruppo. Questo è sicuramente un elemento fondamentale per poter costruire una base solida. Il nostro obiettivo rimane formare giocatori che siano patrimonio del calcio albanese offrendo loro una vetrina internazionale, che possa essere per i giocatori un bagaglio di esperienza e di confronto importante per la loro crescita.

Cosa e quanto manca all'Albania per diventare un'importante vetrina dei Balcani come Serbia e Croazia per esempio?

Queste nazionali hanno sicuramente oggi un Ranking superiore frutto anche dell'esperienza internazionale di tanti giocatori che poi danno lustro alla nazionale. Io sto però notando che sempre più squadre internazionali si avvalgono delle qualità di calciatori albanesi, che stanno trovando sempre più spazio nel panorama calcistico internazionale. E' chiaro che il lavoro deve partire dal basso ma le generazioni dei giovani ci fanno essere fiduciosi.

Prima delle vacanze di Natale c'è stato uno stage a Perugia. L'ha colpita qualche giocatore in particolare?

Tanti giocatori sono stati registrati e molti interessanti. Il primo step è uno screening poi nei raduni che precederanno le qualificazioni saranno visionati più da vicino per avere una valutazione più completa

Nelle prossime qualificazioni ci sarà possibilità di rivincita, visto che avremo ancora Ucraina e Norvegia nel girone oltre che la Slovacchia. Cosa dobbiamo aspettarci?

Ci aspettiamo un gruppo di ragazzi che ha lavorato per poter affrontare al meglio quelle gare, il gruppo 2000 ha già visto protagonisti nella scorsa edizione, altri la vivranno quest'anno. Le nazionali che affrontiamo le conosciamo bene, sono certo che sarà un test importante per poter misurare il grado della nostra crescita.


IL CALCIO ALBANESE ringrazia Erjon Bogdani e Pietro Matafora per la disponibilità




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