Eriksen rilancia: “Lasciare l’Inter? No, voglio giocare con continuità”

Christian Eriksen, 28 anni, danese Ansa

Il danese riparte dietro Sensi, ma Conte può anche costruire la squadra attorno a lui

Christian Eriksen va al rilancio. Ieri sera, parlando in chat sui social con la Danimarca, l’ex Tottenham è stato molto diretto sul suo futuro italiano rispondendo alle domande dei tifosi: “Devo lasciare l’Inter? No, voglio giocare con più continuità. La mia posizione? Dove c’è il pallone”. Il danese resta ancora il punto di domanda più grande dell’Inter di Antonio Conte: i primi 40 giorni nerazzurri non sono stati all’altezza della fama, ma il tempo per recuperare ovviamente c’è.

INSEGUIMENTO—   La scalata di Christian comincerà prestissimo: forse già domani, se Appiano Gentile riaprirà agli allenamenti individuali. La prima certezza, visto anche cosa è successo da fine gennaio a inizio marzo, è che il numero 24 parte indietro rispetto a Stefano Sensi. A Eriksen Conte chiede tanta qualità ma anche molta più intensità tra centrocampo e trequarti. L’ex Sassuolo, che sarà finalmente pronto dopo il lungo calvario fisico, queste cose le ha date in quantità alla prima Inter contiana. Il danese, invece, nelle 8 partite in nerazzurro ha fatto vedere solo qualche lampo: un po’ poco per meritarsi il ribaltone in mezzo.

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Milan, la casa dei portieri: Gigio e il rebus rinnovo, ma le alternative ci sono già

Nel montaggio ispirato a "La Casa di Carta" Pepe Reina, Gigio Donnarumma e Alessandro Plizzari

Donnarumma va in scadenza tra un anno, la società cerca di trovare un accordo. Tra le ipotesi i rientri di Reina e Plizzari

I Donnarumma. Sembra il titolo di una serie tv. Invece questa è la storia di un ragazzino che ha le valutazioni più alte fra i portieri Under 21 del mondo, e di suo fratello Antonio, il numero due superpagato e quindi sempre visto con sospetto, anche se per la verità quando è stato chiamato in causa non ha deluso.

Anche Dzeko segue Fonseca: “Lasciateci allenare subito a Trigoria”

Edin Dzekp. LaPresse

Il bosniaco si unisce al suo allenatore e ai molti giocatori che chiedono di ricominciare: “Sono d’accordo con Acerbi e Immobile, più sicure le nostre strutture di un parco”

Dopo Kluivert, Pastore, Santon e Pellegrini, stavolta è il capitano della Roma, Edin Dzeko, a sottolineare come per i giocatori della Roma sia più sicuro allenarsi a Trigoria invece che in un parco. Non solo: Dzeko si dice d’accordo con le parole dei laziali Acerbi e Immobile (derby archiviato, in questo caso) e parla anche di tutte quelle persone che lavorano nel mondo del calcio, ma non solo miliardarie come i calciatori. Lo fa in diretta Instagram sul profilo della Roma e lo fa con cognizione di causa, venendo dalla Bosnia e da una famiglia che, in tempo di guerra, certo ricca non era. “La salute viene prima di tutto – ribadisce Dzeko -, ma in questo momento è più sicuro allenarsi a Trigoria che nei parchi.
Lì saremmo più sicuri che da tutte le altre parti. Ultimamente sono state dette molte cose: quando si parla di noi si dice sempre che guadagniamo tanto. Il calcio non significa solo soldi e calciatori: c’è tanta gente intorno al calcio. Io ho girato l’Europa e ho visto molta gente che in questo momento non può lavorare. Dobbiamo pensare anche a loro. Ci sono tante aziende che lavorano poi con la Roma, all’Olimpico. Non voglio che si parli solo di soldi, ieri ho visto qualche intervista di alcuni giocatori: hanno detto lo stesso anche Acerbi e Immobile, sono d’accordo con loro”.

De Luca libera il Napoli: “Per noi ci sono le condizioni per riprendere gli allenamenti”

Il presidente della Campania: “Ho parlato con De Laurentiis, propone allenamenti con distanziamento, per fasce orarie, senza uso comune delle docce. A decidere sarà la task force”

”Per la Regione Campania ci sono tutte le condizioni per consentire la ripresa degli allenamenti della squadra del Napoli”. Il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, nel corso della diretta Facebook in cui fa il punto sulla situazione del coronavirus in Campania, ha spiegato di aver ricevuto dal presidente Aurelio De Laurentiis “una richiesta per poter fare gli allenamenti”. E l’ipotesi di lavoro ha conquistato De Luca, dall’inizio della pandemia protagonista di interventi molto intransigenti contro chi non rispetta le regola del distanziamento.

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D’Ambrosio: “Ripresa Serie A? La salute è la cosa più importante, viene prima di tutto”

Ospite, insieme alla moglie Enza De Cristofaro, in una diretta Instagram col noto conduttore televisivo Enzo Miccio, Danilo D’Ambrosio ha passato del tempo a ricordare alcuni eventi della sua vita privata e a scherzare con i tifosi presenti in live. All’inizio, però, c’è stato spazio anche per un breve commento sulla ripresa del campionato di Serie A, ancora sospeso e il cui destino non è ancora chiaro.

“La salute è la cosa più importante, viene davanti ad ogni evento sportivo e qualsiasi altra cosa. Anche se si dovesse riprendere, gli stadi rimarrebbero comunque chiusi al pubblico”, ha dichiarato D’Ambrosio, confermando la linea più saggia e prudente da dover prendere in questo contesto difficile.

Biraghi, cuore Inter: “Prima tifoso e poi giocatore. Ronaldo e Chivu i miei idoli”

Cristiano Biraghi, terzino dell'Inter. Getty

Il terzino, cresciuto in nerazzurro, è tornato dopo anni di prestiti e le esperienze al Granada e alla Fiorentina: “Essere riuscito a riconquistarmi un posto qui è la mia vittoria personale”

Dal 2003 al 2007 nel settore giovanile dell’Inter, una stagione alla Pro Sesto, poi il rientro in nerazzurro e il debutto in Serie A il 24 novembre 2010 in prima squadra. Nella stagione successiva, però, Cristiano Biraghi iniziò il giro d’Italia in prestito tra Juve Stabia, Cittadella, Catania, Chievo, quindi l’avventura in Spagna al Granada e nel luglio 2016 la cessione al Pescara. Il suo sogno di tornare a vestire la maglia dell’Inter sembrava svanito e invece, dopo l’annata in Abruzzo e due anni alla Fiorentina, Biraghi è tornato ad Appiano Gentile.

A raccontare le sue emozioni è lo stesso esterno nella videochat di Inter TV. “Ho sempre tifato Inter, mio papà mi ha messo la maglia nerazzurra appena nato, non poteva che essere così. Ogni volta che indosso questa maglia, da gioco o da allenamento è fantastico, quando entro nel Centro Sportivo di Appiano Gentile mi ricordo quando da bambino volevo essere lì, quando andavo lì fuori per cercare di avere qualche foto o autografi dai giocatori, è una sensazione difficile da raccontare”.

Cataldi, un’anima romana per la volata della Lazio

L’ex leader della Primavera uomo in più per lo sprint finale: è l’unico biancoceleste nato nella Capitale

Cosa manca alla Lazio nella volata scudetto in cui sarà impegnata alla ripresa del campionato? Si dice che alla squadra di Inzaghi faccia difetto una rosa lunga quanto quella della Juve e un pizzico di esperienza a lottare per certi traguardi. Tutto abbastanza condivisibile. Ma c’è un altro elemento, in verità extra calcistico, che fin qui è venuto meno, alla cui assenza si può però ancora rimediare.

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Seduta di gruppo in chat: così Longo ricompatta il Toro

In mattinata allenamento tutti insieme in diretta video. Una mossa per favorire l’empatia e lo spirito di squadra

Sarà come rivedersi, stare di nuovo insieme – seppure in un ambiente esclusivamente virtuale -, e teoricamente riabbracciarsi, ovviamente restando a distanza. Poi toccherà lavorare, iniziare a sudare in gruppo e da gruppo, a sorridere e a scherzare, e infine – perché no – a parlarsi un po’. È l’evoluzione dello «smart tracking», del lavoro che i calciatori stanno svolgendo nelle rispettive abitazioni nell’epoca del coronavirus.

La leggenda del Liverpool Kenny Dalglish, ammessa con coronavirus

Kenny Dalglish, entrenador del Liverpool, en una imagen de archivo.

Il leggendario ex giocatore del LiverpoolKenny Dalglish è stato ammesso per un’infezione mercoledì scorso in un ospedale dove è risultato positivo al coronavirus, ha rivelato la sua famiglia venerdì.

Lo scozzese 69enne è stato ricoverato in ospedale e, come indicato dall’attuale protocollo medico, è stato sottoposto a un test COVID 19. Il risultato è stato positivo, sebbene rimanga asintomatico.

“Sir Kenny è stato ricoverato in ospedale mercoledì 8 aprile per il trattamento di un’infezione che richiedeva antibiotici per via endovenosa. Secondo le attuali procedure, è stato successivamente testato per COVID 19 nonostante non avesse precedentemente mostrato sintomi della malattia Inaspettatamente, il risultato del test è stato positivo ma rimane asintomatico “, indica una dichiarazione rilasciata da Liverpool.

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Critica di Cristiano Ronaldo dopo averlo sorpreso ad allenarsi allo stadio Nacional in quarantena senza il permesso del governo

Cristiano Ronaldo, durante un entrenamiento con la Juventus.

Cristiano Ronaldo è tornato negli occhi dell’uragano. La stella della Juventus è messa in quarantena nella sua dimora di Madeira ed è stata oggetto di critiche per aver fatto una passeggiata con la sua famiglia durante il periodo di confino. Ora ritorna al centro della controversia dopo essere stato catturato quando era fuggito per allenarsi su un campo di calcio senza permesso.

Ronaldo ha approfittato del periodo di confino per mostrare come si allena a casa, ma non in accordo con esso è andato a esercitarsi a A Choupana, lo stadio del Madeira National.

Il segretario regionale della Sanità di detta località, Pedro Ramos, ha confermato che Ronaldo non ha richiesto né ottenuto alcun permesso ufficiale per allenarsi in tale scenario, sebbene abbia riconosciuto che il calciatore può esercitare all’aperto mentre segue le misure stabilite dalle autorità nella Regione di Madeira.

Questo è il motivo per cui Ramos voleva rimuovere il ferro dalla questione, sottolineando di non voler entrare in “banalizzazioni” e sottolineando che il calciatore ha il diritto di allenarsi.